La porta girevole, il profumo di cera sui pavimenti, il saluto del doorman che ti riconosce al volo: in un hotel 5 stelle il mondo sembra filare liscio. Eppure c’è un attimo, spesso in ascensore, in cui nasce il dubbio: “Devo lasciare la mancia? E quanto, senza fare una figuraccia?”

Entri in camera. Il facchino appoggia le valigie con cura maniacale, sistema i capi, indica i comandi. Il lusso, qui, non è un oggetto. È una persona che sa cosa ti serve un minuto prima di te. E quando il servizio è così, il prezzo della camera non racconta tutta la storia.
Qualcuno ti avrà detto: “Nei cinque stelle è tutto incluso”. Spesso non è così. In molte piazze — da Parigi a New York, da Dubai a Milano — lo stipendio copre il ruolo, non l’extra-attenzione. La differenza tra “ok” e “indimenticabile” nasce da gesti che il listino non prevede. E quel riconoscimento passa, molto spesso, per la mancia.
Perché la mancia conta davvero (anche nei 5 stelle)
La mancia non è elemosina. È un segnale chiaro: ho visto il tuo lavoro. Le associazioni di categoria e le principali catene indicano che una gratifica diretta incentiva un servizio più attento nel tempo e arriva a chi lo eroga. Le politiche variano per Paese e brand. In Europa continentale l’uso è più discreto. Negli USA è prassi consolidata. In Medio Oriente dipende dall’hotel. Quando le regole non sono pubbliche, chiedi in reception in modo generico (“La mancia è consueta?”). Se non ci sono dati certi, privilegia la cortesia e la proporzione.
Cifre chiare: quanto lasciare e a chi
Facchino: calcola per pezzo. In Europa 2–3 € a bagaglio leggero, 4–5 € se è ingombrante o numeroso. Negli USA 2–5 $ a collo. Se ti accompagna anche a illustrare la camera, aggiungi 2–3 €.
Personale delle pulizie: lascia una quota giornaliera, non tutta alla fine. In Europa 2–5 € al giorno per camera standard, 5–10 € se suite o richieste extra. Negli USA 3–7 $ al giorno. Metti i contanti in vista con un biglietto “Housekeeping/Gracias/Merci”. La rotazione del personale rende la mancia quotidiana più equa.
Concierge: proporziona alla difficoltà. Consigli generici o una prenotazione facile: 10–20 €. Tavolo in ristorante esclusivo o posto last minute: 30–50 €. Biglietti per eventi sold-out o itinerario complesso: 50–100 € o più. Consegnala dopo il risultato, con un grazie esplicito per la richiesta.
Doorman/valet: 1–2 € per chiamare un taxi; 2–5 € quando ti consegnano l’auto. Pioggia battente o assistenza extra? Aumenta di 1–2 €.
Room service: se il conto include già “service charge”, aggiungi 2–5 € a chi consegna. Se non include, considera un 10–12% in contanti.
Butler/spa: maggiordomo dedicato 20–50 € al giorno, in base al carico di richieste. Trattamenti spa: in USA 15–20%; in Europa 5–10% o cifra tonda (5–10 €), se il listino non include servizio.
Consiglio pratico: prepara un kit di contanti in banconote di piccolo taglio. Cambia 50–100 € in 5 e 10, più qualche moneta. Usa la valuta locale. Evita l’addebito in carta di credito: nelle strutture che “poolano” le mance o applicano commissioni, una parte potrebbe non arrivare al singolo addetto. La consegna a mano è chiara e trasparente.
Un aneddoto reale: a Firenze, un lettore ha lasciato 5 € al giorno all’addetta ai piani con una nota cortese. Il secondo giorno ha trovato il libro sul comodino con il segnalibro spostato al punto giusto e il caricatore arrotolato senza nodi. Non è magia. È relazione.
Alla fine, la domanda non è “100 € o figuraccia?”. È: quanto vale, per te, essere visto da chi lavora perché tu ti senta a casa lontano da casa. E tu, la prossima volta in ascensore, che storia vuoi raccontare con quei pochi euro piegati nel palmo?





